Informazioni per gli
utenti
La nostra attività di Psicologi e Psicoterapeuti
italiani è
indipendente, gestita dall'Associazione
AIPEP - Associazione
Italiana Psicologia e Psicoterapia Onlus, e
non è a carattere commerciale, diversamente dai vari Siti pubblicitari comparsi
di recente su Internet. Lo scopo prioritario è quello di offrire un servizio di
qualità per gli utenti attraverso il controllo costante della serietà
professionale degli iscritti. I professionisti presenti nelle pagine del nostro
Sito sono tenuti, pena l'estromissione immediata, a sottoscrivere e ad
osservare, oltre che alle norme previste dall'Ordine professionale di
appartenenza, un codice deontologico da noi elaborato, atto a garantire
maggiormente gli interessi di tutela degli utenti. Il nostro controllo sulle
attività e le informazioni proposte dagli iscritti è costante e prevede numerosi
strumenti per la salvaguardia della corretta azione professionale. Per questo ci
troviamo non di rado, come indicato nella
Home Page
del Sito, a dover cancellare, o rifiutare, diversi professionisti che non
ottemperano alle nostre direttive e alle indicazioni deontologiche.
Segnalazioni ed auto-tutela
Nonostante il nostro continuo controllo sulle informazioni
indicate dagli iscritti, non possiamo garantire completamente la corretta azione
professionale svolta dagli stessi. Pertanto invitiamo gli utenti, qualora
venissero a conoscenza di abusi, scorretta informazione, e comportamenti non
consoni alle normative vigenti, o azioni contrarie agli interessi personali,
economici o di salute dei pazienti, di darcene comunicazione immediata tramite i
nostri contatti, onde
poter provvedere al più presto. Qualora ci siano gravi inottemperanze e
comportamenti dolosi da parte dei professionisti, offriremo agli interessati la
consulenza gratuita da parte dei nostri legali, per l'assistenza verso le
opportune procedure disciplinari presso gli Ordini professionali di riferimento.
E' comunque importante l'azione di auto-tutela che l'utente deve svolgere
per salvaguardare i propri interessi. Conosciamo bene come sia difficile il
rapporto con la condizione terapeutica, e quanto sia complesso relazionarsi con
il professionista della salute in condizioni di sofferenza. Occorre comunque
cercare di vivere tale rapporto nella condizione di massima indipendenza
possibile, chiedendo, senza remore, le informazioni necessarie in merito alla
formazione professionale del terapeuta, alle condizioni economiche, e a
possibili alternative meno onerose. E' diritto dell'utente avere informazioni
chiare e complete della propria situazione di salute e in merito alla
riservatezza dei propri dati personali. Qualora si dovesse avere esperienza di
un comportamento inopportuno, o peggio lesivo, o di abusi dell'attività
terapeutica svolta senza le necessarie qualifiche, da parte di un
professionista, oltre cha a darcene informazione come sopra indicato, ci si può
sempre rivolgere, a propria ed altrui tutela, presso gli Ordini professionali di
riferimento, i quali sono tenuti a svolgere tutte le necessarie iniziative a
favore degli utenti danneggiati e contro i professionisti inadempienti.
Come informarsi correttamente sulle
qualifiche professionali
psicoterapiche
Quando si necessita di un supporto in merito ad un disagio psichico è
opportuno sapere che gli unici professionisti che possono, a norma di legge,
specificamente la legge 56/89, svolgere la Psicoterapia, l'azione terapeutica opportuna per affrontare le cause
psicologiche del disagio vissuto, sono gli Psicologi-Psicoterapeuti e i
Medici-Psicoterapeuti, cioè
professionisti iscritti all'Albo degli Psicologi o dei Medici, laureati in Psicologia
o Medicina, e specializzati in Psicologia Clinica, o con formazione, almeno
quadriennale, in una delle scuole private di Psicoterapia autorizzate dal
Ministero dell'Università. In base ad un decreto ministeriale, anche i laureati in Medicina, iscritti all'Albo dei Medici
e specializzati in Psichiatria o in Neuropsichiatria infantile, che abbiano
fatto richiesta di inserimento nell'elenco degli Psicoterapeuti, possono
svolgere attività di Psicoterapia, anche senza aver sostenuto alcuna formazione
specifica di carattere psicoterapico(...). Per conoscere se
uno Psicologo o un Medico abbia la qualifica di Psicoterapeuta (cosa che
comunque noi verifichiamo prima dell'inserimento dei professionisti nel nostro
elenco) ci si può
rivolgere, anche tramite telefono, presso gli Ordini regionali o provinciali di
appartenenza dei professionisti interessati (Purtroppo, per quanto specificato
sopra, questo non garantisce la correttezza dell'informazione in merito ai
professionisti di formazione medica con specializzazione in Psichiatria o in
Neuropsichiatria infantile, per i quali occorre richiedere direttamente
indicazioni in merito alla formazione psicoterapica conseguita).
Psicoterapia o psicofarmaci?
Uno dei problemi che affligge chi deve affrontare un
disagio psichico, come depressione, ansia, attacchi di panico, fobie, problemi
alimentari, sintomi psicotici, schizofrenia ecc., è quello della scelta del tipo
di terapia da seguire, che può essere di carattere psicoterapica, famacologica o
combinata. Qui il problema diventa molto serio e difficile da affrontare,
soprattutto perché nel campo del disagio psichico sono presenti innumerevoli
variabili personali che fanno del sintomo una manifestazione da considerare
nell'ampia complessità della struttura psichica di riferimento. Un sintomo
ansioso, per esempio, può essere espressione di una struttura depressiva, e
quindi non necessariamente significante come indicazione diagnostica se
considerato indipendentemente da questa. Quello che si deve conoscere è che nel
campo dell'intervento sul disagio psichico esiste un ampio dibattito sulle cause
e sulla terapia, e soprattutto esiste ancora una scarsa conoscenza della
struttura organica alla base delle manifestazioni psichiche, psicopatologiche o
meno.
Pertanto i pareri in merito alla cura e alla causa del
problema vissuto ricevuti dai vari professionisti saranno inevitabilmente
influenzati dalla "cultura" dello stesso, basata sulla formazione, medica e/o
psicologica, e dal proprio modello terapeutico di riferimento.
Quello che ci sentiamo di suggerire, ovviamente in base
alla nostra "cultura" in merito al problema, è di considerare sempre ogni
sintomatologia come espressione di una struttura psichica in crisi da valutare
nel suo insieme e nella sua specificità. Questo vuol dire che spesso non è
opportuno agire esclusivamente sul sintomo, e che anzi, l'azione curativa
prettamente sintomatologica può comportare la mancata conoscenza della reale
forma del disagio con le negative implicazioni del caso in relazione alla
remissione dello stesso.
L'utilizzo di psicofarmaci dovrebbe essere considerato
tenendo conto degli effetti collaterali, dell'entità del disagio e della sua
gravità, dell'età e della struttura psichica del paziente, e del tempo
complessivo dell'utilizzo degli stessi. Meno senso ha, per esempio, una terapia
psicofarmacologica su soggetti giovani e con struttura nevrotica (per struttura
nevrotica si intende una condizione di relazione con la realtà conflittuale ma
con capacità di contatto con questa sufficientemente buono da non perderne i
riferimenti fondamentali, come per esempio avere coscienza del proprio disagio
anche se non si riesce a modificare i comportamenti disadattivi che causano la
sofferenza) che per persone mature con struttura psicotica (psicosi è quella
condizione per cui il rapporto con la realtà è compromesso e la relazione con
questa è mediata attraverso deliri e allucinazioni, o estrema involuzione
autistica).
Gli psicofarmaci, spesso dei quali non si conosce ancora
l'esatta azione biochimica, e che spesso sono stati realizzati per terapie
mediche di altro genere e casualmente verificati come attivi su sintomi
psichiatrici, non hanno alcuna azione curativa, agendo esclusivamente sul
sintomo. Pertanto, qualora ne si dovesse fare uso, dovrebbero essere utilizzati solo
per breve tempo e in considerazione della eventuale necessità di un supporto
psicoterapico che agisca sulle cause del disagio. Per quanto riguarda le terapie
farmacologiche, nell'ambito della salute mentale e della salute in generale, c'è
da tener presente che diverse inchieste, istituzionali e mediatiche, hanno
verificato come ci sia un influenza importante da parte delle case
farmaceutiche, con interventi massicci di attività promozionali, di
finanziamento di ricerca e di strutture mediche, per favorire l'utilizzo
indiscriminato dei farmaci. C'è
da dire che in alcune condizioni particolarmente gravi, dove c'è una definita
causa organica delle manifestazioni psicopatologiche, l'uso dei farmaci può
essere assolutamente necessario.
Sostegno delle nostre iniziative
E' possibile sostenere le nostre iniziative, questa e quelle dell'AIPEP,
che si occupa da molti anni d'informazione ed assistenza per il disagio
psichico, svolte attraverso il solo contributo volontario dei soci, tramite una
donazione.